Non chiedere al fiore

Non chiedere al fiore di darti il colore

Non chiedergli di darti il profumo

Dagli uno sguardo

Vivrà anche per questo

Amicizia, gioco, divertimento e … un po’ di sana competizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I regali della Natura.

Fiori

e piante selvatiche commestibili

“Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima … “

“Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.”

Khalil Gibran da “Le ali spezzate”

“Oggi ventun marzo”

“Oggi ventun marzo”

Oggi ventuno marzo entra l’Ariete
nell’equinozio e picchia la sua
testa maschia contro alberi e rocce,
e tu amore stacchi
ai suoi colpi il vento d’inverno
dal tuo orecchio inclinato
sull’ultima mia parola. Galleggia
la prima schiuma sulle piante, pallida
quasi verde e non rifiuta
l’avvertimento. E la notizia corre
ai gabbiani che s’incontrano
fra gli arcobaleni: spuntano
scrosciando il loro linguaggio
di spruzzi che rintoccano
nelle grotte. Tu copri il loro grido
al mio fianco, apri il ponte
fra noi e le raffiche
che la natura prepara sottoterra
in un lampo privo di saggezza,
oltrepassi la spinta dei germogli.
Ora la primavera non ci basta.

da: “Tutte le poesie” di Salvatore Quasimodo

Lesser Ury - Foresta della betulla in PrimaveraLesser Ury “Foresta della betulla” 1890

Ti ho chiesto una ricetta . . .

Stava tornando dal dottore … ha comprato le famose goccioline.

Piove a Firenze … si ferma … la tosse … mi obbliga a riattaccare … riprovo … ancora …

e lei non riesce a dettarmi il primo ingrediente … non importa lei vuole darmi la ricetta … mi richiama ma la sartie del suo navigare si strappano di nuovo … riattacco … vorrei che fosse la maga Circe capace di trasformare la sua malattia in porci innocui … e la sua vita e la nostra vita … in vita …

La casa … la mia casa è vuota … e guardo una foto: io, mio fratello e lei. Bellissima, sorride dietro di noi. Qualche piccione, il Duomo … e noi tre … sorrido … squilla di nuovo il mio cellulare … è di nuovo lei … vuole darmi la ricetta … ascolto e faccio finta di capire e di scrivere … silenzio … poi mi domanda … annaspo come uno scolaro che finge di sapere …

sono sempre impreparato al dolore … sempre …

ride … e riprende a parlare … da un vetro rotto … che taglia … eccome se taglia i battiti dell’impotenza … dell’amore … traspare lo stesso il suo sole che fischia sulle code delle rondini a Primavera

Stasera cucinerò il suo piatto … e lo mangerò …

forse userò uno stecchino … per togliermi una stella cadente fra i denti …

Stanotte ti vedrò di nuovo baciare la luna … nelle tue goccioline …

mi aggrappo a un farmaco … non a un verso … mi aggrappo all’idea … che lei stanotte possa dormire … almeno in cucina con la testa sul tavolo …

Andrea Salvatici da:  Il posto delle favole – Corriere della Sera

 

Marzo . . . in attesa della Primavera.

dal romanzo autobiografico di Mario Rigoni Stern “Il sergente nella neve”:

“Un giorno mi accorsi che era arrivata la primavera. Si camminava da tanti giorni; era il nostro destino camminare. E mi accorsi che la neve sgelava, che nei paesi attraverso i quali si passava c’erano delle pozzanghere. Il sole scaldava e sentii cantare una calandra. Una calandranella che cantava primavera. Desiderai l’erba verde, sdraiarmi sull’erba verde e sentire il vento tra i rami degli abeti. E l’acqua tra i sassi.”

Isaac Ilyich Levitan pittore russo (30 agosto 1860 – 4 agosto 1900).

“Marzo 1895”

“Primavera ultima neve”