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“Cogli questo piccolo fiore”… in attesa del compleanno!

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano – e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c’è tempo – e coglilo.

“Cogli questo piccolo fiore” –  Rabindranath Tagore

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Dedica: “Tu non sai” di Alda Merini

Piccola, per il tuo compleanno di domani, ti dedico questa poesia. Auguri e, ricordati, sono sempre con te

Tu non sai
Tu non sai : ci sono betulle che di notte levano le loro radici,

e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano

o diventano sogni.

Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio

e poi diventa vita.

Te l’ho già detto : i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire

Alda Merini, poetessa e scrittrice.

Betulle

14 febbraio S.Valentino 1978: Vorrei essere …

Ho ritrovato un biglietto all’interno di un libro con questa dedica:

“14 febbraio S. Valentino 1978

Vorrei essere

quel punto nel

vuoto

che a volte

fissi distratta

saresti ancor

più mia

in quell’attimo

in cui non sai

d’esistere.”

Un pensiero per una “Persona speciale”.

E’ un periodo un po’ così e così: in questo momento sei in ospedale piena di macchie rosse, sì proprio come la Pimpa. Hai dimostrato di essere coraggiosa, cerchi di superare le paure, anche con le lacrime, basta spiegarti cosa devi fare e le medicine da prendere. Stesa nel lettino, sembri  più piccola e indifesa ma so con certezza che hai carattere da vendere. Con le  tue gote rosse sei bellissima, hai uno sguardo dolcissimo e ispiri maggior tenerezza.
Passeranno in fretta questi giorni, arriverà Babbo Natale, ricordi cosa desideri? Un lecca lecca, costruzioni e un trenino … forza piccola, tornerai presto a casa.
Nel frattempo, durante i tuoi sogni, ti auguro un mondo pieno di Fate:

Fate, smettete le vostre canzoni,
e le mie bianche campane ascoltate:
voi li sentite, quei suoni lontani?
E quel che dicono, voi lo sapete?
Sono campane di neve che spuntano
dai loro gambi, e dolci suonano:
parlano forse di quel paese
dove ogni cosa è bella e cortese?

Cicely Mary Barker, l’ideatrice delle fate dei fiori.

Fiore di Maggio. Dedicata ad una “Persona speciale”.

Fiore di Maggio – Fabio Concato 1984   Video Ufficiale
http://www.youtube.com/watch?v=B82I66SJJNc&feature=related
Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l’hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio è  nato un fiore.
E ti ricordi c’era il paese in festa
tutti ubriachi di canzoni e di allegria
e pensavo che su quella sabbia
forse sei nata tu
o a casa di mio fratello non ricordo più.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai trovato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Ma che bel sogno era maggio e c’era caldo
noi sulla spiaggia vuota ad aspettare
e tu che mi dicevi guarda su quel gabbiano
stammi vicino e tienimi la mano.
E ci hai visto su dal cielo
ci hai trovato e piano sei venuta giù
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.
Tu che sei nata dove c’è sempre il sole
sopra uno scoglio che ci si può tuffare
e quel sole ce l’hai dentro il cuore
sole di primavera
su quello scoglio in maggio nasce un fiore.

Gustavo Poblete Catalan

Sarah Scazzi. Una preghiera, un pensiero.

Il cuore sanguina, si perde il cuore
goccia a goccia, si piange interiormente,
goccia a goccia, così, senza rumore,
e lentamente, tanto lentamente,
si perde goccia a goccia tutto il cuore
e il pianto resta qui, dentro la mente,
non si piange dagli occhi, il pianto vero
è invisibile, qui, dentro il pensiero.

Patrizia Valduga “Requiem”.

Cambiamento, ricominciare. “Il sorriso” di William Blake.

Sì, è arrivato il momento di ricominciare una nuova vita, da sola.

Gestire la propria libertà, gestire anche le azioni quotidiane, quando non si è abituati, non è facile. Questo cambiamento mi porta ad abituarmi ad altre pareti, altri suoni e silenzi, altri odori, altri vicini per ora sconosciuti. Non è facile, ma è stato ancor più difficile prendere una decisione. Adesso debbo imparare a conoscere tutti i miei sentimenti, a convivere con le mie paure e prendere coscienza del mio stato d’animo. Purtroppo, per adesso, è la tristezza a prendere il sopravvento.

Ho comunque la speranza di avere un futuro sereno. Voglio, guardandomi indietro, ripensare alle cose belle e poco per volta accettare anche le cose che mi procurano ancora dolore, senza rabbia o rancore. Tutto questo anche per le persone che mi sono vicine.

Quando si arriva ad una rottura non è soltanto per un tradimento, ma per diversi episodi a cui subito non si dà importanza, oppure si lascia perdere per il quieto vivere. Nel frattempo si cambia, incominciano le delusioni nel capire che la persona con cui si vive non corrisponde più alla persona che abbiamo scelto, perché anche noi cambiamo, diventiamo più esigenti, più consapevoli e pretendiamo giustamente di essere considerate di più nel rapporto a due.

Quello che serve è il rispetto e la fiducia, anche se l’amore finisce, se mancano questi due elementi …allora è la fine di tutto. E’ più comodo accettare compromessi e far finta di nulla, ma dobbiamo comunque avere il coraggio di guardarci dentro ed avere il rispetto anche per noi stessi.

Vicino ad una vecchia foto ho ritrovato un biglietto con questa dedica: “Sorridi così. Ancora una volta”.

Questa poesia è di William Blake (Londra, 28 novembre 1757 – Londra, 12 agosto 1827), poeta, incisore, e pittore.

“Il sorriso”

C’è un sorriso d’amore
e un sorriso di inganno.
E c’è un sorriso di sorrisi
nel quale questi due sorrisi si incontrano.

C’è uno sguardo d’odio
e uno sguardo di disprezzo.
E c’è uno sguardo fatto di questi sguardi
che tu ti sforzi di dimenticare invano.

Perché a fondo nel profondo del cuore penetra
e affonda nel profondo delle ossa
e nessun sorriso che fu mai sorriso
ma solo quel sorriso solo
quello che dalla culla alla tomba
si può sorridere solo una volta
e quando è sorriso
ha fine ogni miseria.