“Sogni e nostalgia” – Neffa

Qualche volta il mondo sembra così freddo e stanco
Negli sguardi che tu incontri non c’è molto per te
Ma se capita che il vento arrivi tra le foglie
Puoi fermarti per sentire un po’ la musica che fa
Qualche volta c’è chi ride perché sei nel fango
E chi gode a farti male per il gusto che c’è
Può succedere che un diavolo ti stia tentando
Puoi trovare sempre un angelo che poi ti salverà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Un bel giorno arriverà da te la felicità
Una luce che si poserà sulle cose spente
E se al buio la paura viene lì e ti prende
Con il sole del mattino poi ogni fiore si aprirà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Vedrai tutto passa e va sabbia e cieli blu
Cose da decidere
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Questa è per chi ha freddo e per chi è solo
Chiude gli occhi e non lo sa perché
Questa è per chi ha perso e non è un gioco
Questa è per il bene che ho per te

“Sogni e nostalgia” – Neffa (pseudonimo di Giovanni Pellino).

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“Living Darfur”

“Living Darfur” dei Mattafix, tratto dall’album Rhythm & Hymns, pubblicato nel 2007

Guarda la nazione attraverso gli occhi del popolo
Guarda le lacrime che scorrono come fiumi dai cieli
Dove sembra che ci siano solo confini
Dove gli altri si girano e sospirano
Tu devi sollevarti

C’è un disastro nel tuo passato
Limiti nel tuo cammino
Cosa desideri quando ti tiri più su?
Non devi essere straordinario, solo perdonando
Quelli che non hanno mai sentito i tuoi pianti,
Tu ti solleverai
E guarda verso i cieli
Dove gli altri falliscono, tu prevali nel tempo
Tu devi sollevarti

. . . . .

Prima o poi dobbiamo provare … a vivere.

“Non si accorgerà”

Sera dopo sera invano aspetterai
quella sua carezza che non arriva mai …
Un’altra volta che di certo non capirà che sei lì per lui …
Non si accorgerà dei tuoi silenzi
non ti chiederà tu come stai
non ti chiederà se sei felice
non ci penserà, non se ne accorgerà …

Cena e dopo cena lui si arrenderà
a quel suo divano e lì si basterà …
telecomando in mano cercherà un varietà
poi si addormenterà …
Non si accorgerà dei tuoi silenzi
non ti seguirà con gli occhi e poi
non ti chiederà se sei felice
non si accorgerà, che ti sta perdendo già …

Tu sparecchi i tuoi pensieri
Corri fuori e pensi a ieri
A quando quel sorriso dolce
Ti innamorò …
Certo niente resta uguale
Ma col tempo fa più male e tu
Non ne puoi più
Non si accorgerà dei tuoi silenzi
non ti cercherà con gli occhi e poi
non ti chiederà se sei felice
non si accorgerà, che ti sta perdendo già
Non si accorgerà che sei cambiata
Che ora tu vuoi vivere per te
non si accorgerà che sei lontana
non si accorgerà che ti ha persa già.

Video “Non si accorgerà” – Stadio (Gaetano Curreri, Saverio Grandi, Alberto Pioppi) da Diluvio Universale – 2009

La Musica porterà la Pace nel Mar Mediterraneo

. . . è un sogno? Può darsi, ma è bello sognare e sperare. Chissà, forse un giorno tutto questo sarà possibile.


Rock & Raï” è il primo singolo di Cuori e Confini della band Crifiu.
Musica travolgente di questo gruppo del Salento, che unisce i suoni, i ritmi e melodie del Mediterraneo alla potenza del rock.
Rock’n’Raï, life e musique / c’è un mondo che, a due passi da qui / sta cambiando la musica / cambia la musica.
Rock’n’ Raï, life è musique / c’è un mondo che, a due passi da qui / mescola i sogni, mescola i venti / mescola lingue, deserti e strumenti.
. . . . . .
Del mare tra le terre, Mar Mediterraneo / Il mare tra le terre, Mar Mediterraneo.
Dal mare blu ritornerà / abbandonando le guerre verso il mare andrà / dal mare blu da noi verrà / porterà la Pace nel Mar Mediterraneo.
. . . . . .
Io magrebino, turco, algerino / berbero, libico, greco, iracheno / io tunisino, io marocchino / siriano, andaluso, occitano, sloveno / montenegrino, bosniaco, croato / palestinese, israeliano, egiziano / io libanese, io albanese / io salentino, io italiano.
Figlio del mare che è in mezzo alle terre / figlio di terre abbracciate dal mare / le unisce la storia, la tradizione / cultura, memoria, musica e parole.
Rock’n’Raï, life è musique / un mondo nuovo è a due passi da qui / sta danzando sull’onda, danziamo sull’onda / del mare che bagna le terre. . . . . . .

Una mattina d’estate

Una mattina d’estate Patty Pravo

Cos’è che fa dolce l’estate
e così chiaro il mattino
che ho già voglia di uscire
è che basta poco a vestirvi
basta poco a stupirvi
basta uscire nel sole
vorrei che piccola così
bastasse sempre al cuore mio
la vita che riscalda 
una mattina d’estate
lo so che piccola così
non so neppure dirtelo
è un fiore in un bicchiere
una mattina d’estate
e c’è un profumo nell’aria
che mi fa ripensare
a qualcosa di bello
che poi se si alzasse un po’ il vento
già sarebbe lontano
già sarebbe nel cielo
vorrei che piccola così
bastasse sempre al cuore mio
la vita che riscalda 
una mattina d’estate . . .

Valle d'Aosta

Poesia e canzone

A volte, leggendo una poesia, mi viene in mente una canzone: è  successo anche questa volta con questa poesia di Lalla Romano e la canzone “La tasca piena di sassi” di Jovanotti, dove ricorda  il dolore e il senso di abbandono provato da bambino.

Non so spiegarmi il motivo, saranno i sentimenti  che attraversano la poesia e  la canzone, o la tristezza che suscitano, oppure i ricordi. Sì, quelli si impara a sopportarli, si mettono in tasca, nel cuore, ogni tanto si dimenticano per poco, poi si riprendono di nuovo. Sì, faranno sempre parte di noi.

Perché ascoltiamo queste note struggenti
quando l’aria è più dolce
e il giardino incantato?

Perché non si aprono gli scrigni di cristallo
quando la terra è povera?

Dolcezza si aggiunge a dolcezza
e la nudità è più nuda
nel solitario abbandono

(Lalla Romano)

 Le tasche piene di sassi”  (interpretata da Jovanotti nel 2011)

Volano le libellule,
sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
sembra che se ne freghino,
della ricchezza che ora viene e dopo va,
prendimi non mi concedere,
nessuna replica alle tue fatalità,
eccomi son tutto un fremito ehi.

Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà,
non si sa come si creano,
costellazioni di galassie e di energia,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere
vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sbocciano i fiori sbocciano,
e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano,
di ricompense e tutto quello che verrà,
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere
vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
mi riconosci ho le scarpe piene di sassi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

(Scritto dal cantautore stesso insieme a Franco Santamecchi)

Ricordi

“Come Le Onde Del Mare” da “Il valzer di un giorno” 2000-2001 Gianmaria Testa

Ma certe nostre sere hanno un colore
che non sapresti dire
sospese fra l’azzurro e l’amaranto
e vibrano di un ritmo lento, lento
ma noi che le stiamo ad aspettare 
noi le sappiamo prigioniere 
come le onde del mare, 
come le stelle del mare. 

Si muovono e c’incantano le ore 
di certe nostre sere 
e sanno di partenza e di tramonto 
e di sorvolare lento, lento 
ma noi che le sappiamo prigioniere 
non le possiamo liberare 
come le onde dal mare, 
come le stelle dal mare.

Ricordi . . . ricordi di una vacanza. Una vacanza nel sud del Portogallo, fra scogliere frastagliate a picco sull’oceano, spiagge dorate, un sole rosso fuoco che al tramonto spariva nell’acqua, paesaggio magico, eppure mi mancava  qualcosa. Tutta la bellezza della natura mi riempiva gli occhi, ma nel cuore  sentivo che tutta quella meraviglia non mi bastava. Eravamo ancora insieme, eppure già lontani.

Portogallo 5

Portogallo 4

Portogallo 3

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,

tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole,

l’antica e erronea fede,

l’ieri che ha lasciato dolore,

quello che ha lasciato allegria

solo perché è stato, è volato

e oggi è già un altro giorno.

Fernando Pessoa