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Ricordi

Dalla scatola dei ricordi ho ritrovato questi oggetti fatti con una pazienza incredibile dalle piccole manine di mio figlio.

Quanta dolcezza ho provato nel rivederli, insieme ad altre cose: fotografie, disegni, bigliettini e lettere piene di amore.

Adesso è papà e potrà godere anche lui di una infinita dolcezza e tenerezza nello stringere suo figlio e affrontare questa bellissima esperienza.

Il primo dono è qualcosa di nuovo
Per un bambino che prima non c’era
Era già tuo ch’eri ancora nell’uovo
La prima alba, la prima sera
È un doppio dono, che gira in tondo
E chi lo dà non può toglierlo più
Perché per te questo dono è il mondo
E per il mondo il dono sei tu.

“Primo dono” Filastrocca di Bruno Tognolini

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“Come neve”

“Come neve” – Giorgia e Marco Mengoni

Neve insegnami tu come cadere
nelle notti che bruciano
a nascondere ogni mio passo sbagliato

E come sparire senza rumore
scivolare nel corso degli anni
e non pesare sul cuore degli altri ma

Non è semplice non sentire il silenzio che c’è
Qui non è facile guardare il cielo stanotte

Perché quello che sono l’ho imparato da te
tu che sei la risposta senza chiedere niente
per le luci che hai acceso a incendiare l’inverno
Per avermi insegnato a cadere
Come neve, come neve

Neve imparo da te che sai come fare
a coprire le nostre distanze
a cancellarne anche solo un momento le tracce

Non è semplice non sentire il silenzio che c’è
Qui non è facile guardare il cielo stanotte

Perché quello che sono l’ho imparato da te
Tu che sei la risposta senza chiedere niente
per le luci che hai acceso a incendiare l’inverno
Per avermi insegnato a cadere
Come neve, come neve

Come neve, come neve
Neve insegnami tu come cadere

Canzone scritta da Giorgia, Marco Mengoni, Tony Maiello, Davide Simonetta – Data di uscita 2018 – Album Oronero Live

Voglio essere libero. Francesco Nex

Voglio essere libero. Non voglio appartenere
a correnti. Non mi interessano le avanguardie.
Prevedono un gruppo, una truppa
un fronte operativo, dei generali, con tutto
quello che sapete. Mi piace camminare
da solo – l’ho imparato in montagna mentre
andavo coi pensieri, e, se si era in due,
si era come in uno, e in tre come in uno,
e in quattro … Il lavoro è un sentiero, una
roccia o il ghiaccio vivo. Mi piaccio i boschi,
l’aria, gli esseri che vivono, faticano, amano,
soffrono, subiscono… Amo la tradizione
(e cosa non comporta l’amore?),
il ventre di mia madre da dove vengo
e come fui concepito non lo dimentico mai.

Francesco Nex, pittore valdostano. Matào (Brasile) 6 luglio 1921 – Aosta 25 dicembre 2013

La tua casa risuona come un treno a mezzogiorno … di Pablo Neruda

XXXVIII

La tua casa risuona come un treno a mezzogiorno,
ronzano le vespe, cantan le casseruole,
la cascata enumera i fatti della rugiada,
il tuo viso svolge il suo gorgheggio di palma.

La luce azzurra del muro conversa con la pietra,
giunge come un pastore fischiando un telegramma
e tra i due fichi dalla voce verde
Omero sale con scarpe prudenti.

Solo qui la città non ha voce né pianto,
né infinito, né sonate, né labbra, né tromba,
ma un discorso di cascata e di leoni,

e tu che sali, canti, corri, cammini, scendi,
pianti, cuci, cucini, inchiodi, scrivi, torni
o sei partita e si sa ch’è iniziato l’inverno.

Pablo Neruda

 

Buon Natale

L’ultima rosa d’inverno

Divertimento sulla neve