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“Cogli questo piccolo fiore”… in attesa del compleanno!

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano – e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c’è tempo – e coglilo.

“Cogli questo piccolo fiore” –  Rabindranath Tagore

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“I sogni nella luce”

Dedico questa poesia alla mia nipotina:

Vorrei entrare nei tuoi occhi spenti
Cercare tra le stanze che non usi
Scoprire se i tuoi sogni sono assenti
O se da qualche parte li hai rinchiusi
Illuminarli un attimo soltanto
Per ricordarti dove li hai nascosti
Se non sapevi più di averli accanto
Se li credevi persi in altri posti
Vorrei vedere gli occhi tuoi sorpresi
E poi scappare via e lasciarli accesi

da Poesie di Luce – di Sabrina Giarratana, illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini

La tua casa risuona come un treno a mezzogiorno … di Pablo Neruda

XXXVIII

La tua casa risuona come un treno a mezzogiorno,
ronzano le vespe, cantan le casseruole,
la cascata enumera i fatti della rugiada,
il tuo viso svolge il suo gorgheggio di palma.

La luce azzurra del muro conversa con la pietra,
giunge come un pastore fischiando un telegramma
e tra i due fichi dalla voce verde
Omero sale con scarpe prudenti.

Solo qui la città non ha voce né pianto,
né infinito, né sonate, né labbra, né tromba,
ma un discorso di cascata e di leoni,

e tu che sali, canti, corri, cammini, scendi,
pianti, cuci, cucini, inchiodi, scrivi, torni
o sei partita e si sa ch’è iniziato l’inverno.

Pablo Neruda

 

Finalmente sei arrivato!

Finalmente il 20 ottobre sei arrivato, dopo essere stato cullato e protetto per nove mesi nella pancia della mamma, benvenuto Leonardo.

Il tuo arrivo ci ha riempito di gioia, sono nuovamente nonna, un regalo bellissimo grazie ai tuoi genitori.

Grazie anche alle ostetriche Sabrina e Rossana che ti hanno aiutato a venire al mondo, sono state professionali ma anche molto umane, hanno reso quel giorno magico.

Buona vita piccolo raggio di sole, ti auguro tutto il bene possibile.

Parla, canta, sorridi al tuo bambino,

fin da quando viene al mondo:

la tua voce lo accarezza, lo conforta, lo circonda.

Aspetta, con calma, che lui ti risponda.

Viaggia con lui, tra parole e colori,

trasforma il suo mondo in piccole storie:

fagli capire, con gesti e parole,

la tenerezza dell’essere insieme.

Le storie che ascolta lo portano in volo,

gli danno parole che non conosceva,

gli mettono in fuga i mostri più cupi,

rispondono quiete a mille perché.

Leggi ogni giorno con il tuo bambino.

Digli così quanto bene gli vuoi,

fagli un regalo che dura per sempre.

(Rita Valentino Merletti)

Autunno, primi colori.

Ora il fuoco d’autunno brucia lento lungo i boschi,

E giorno dopo giorno le foglie cadono e s’impoltigliano

E notte dopo notte il vento minaccioso geme

Nelle serrature, e racconta di campi vuoti,

Di montane solitudini, di ondate ampie e cupe.

Ora si sente la potenza della malinconia,

Più tenera nei suoi umori d’ogni gioia

Che elargisce l’indulgente estate.

William Allingham, poeta irlandese (19 marzo 1824 – 18 novembre 1889)

Da “Il diario di campagna di una signora inglese del primo novecento” – Edith Holden, artista e insegnante d’arte britannica (26 settembre 1871 – 15 marzo 1920)

Dedica: “Tu non sai” di Alda Merini

Piccola, per il tuo compleanno di domani, ti dedico questa poesia. Auguri e, ricordati, sono sempre con te

Tu non sai
Tu non sai : ci sono betulle che di notte levano le loro radici,

e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano

o diventano sogni.

Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio

e poi diventa vita.

Te l’ho già detto : i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire

Alda Merini, poetessa e scrittrice.

Betulle

“Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima … “

“Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.”

Khalil Gibran da “Le ali spezzate”