L’attesa …

… ti stiamo aspettando

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Non chiedere al fiore

Non chiedere al fiore di darti il colore

Non chiedergli di darti il profumo

Dagli uno sguardo

Vivrà anche per questo

Ti ho chiesto una ricetta . . .

Stava tornando dal dottore … ha comprato le famose goccioline.

Piove a Firenze … si ferma … la tosse … mi obbliga a riattaccare … riprovo … ancora …

e lei non riesce a dettarmi il primo ingrediente … non importa lei vuole darmi la ricetta … mi richiama ma la sartie del suo navigare si strappano di nuovo … riattacco … vorrei che fosse la maga Circe capace di trasformare la sua malattia in porci innocui … e la sua vita e la nostra vita … in vita …

La casa … la mia casa è vuota … e guardo una foto: io, mio fratello e lei. Bellissima, sorride dietro di noi. Qualche piccione, il Duomo … e noi tre … sorrido … squilla di nuovo il mio cellulare … è di nuovo lei … vuole darmi la ricetta … ascolto e faccio finta di capire e di scrivere … silenzio … poi mi domanda … annaspo come uno scolaro che finge di sapere …

sono sempre impreparato al dolore … sempre …

ride … e riprende a parlare … da un vetro rotto … che taglia … eccome se taglia i battiti dell’impotenza … dell’amore … traspare lo stesso il suo sole che fischia sulle code delle rondini a Primavera

Stasera cucinerò il suo piatto … e lo mangerò …

forse userò uno stecchino … per togliermi una stella cadente fra i denti …

Stanotte ti vedrò di nuovo baciare la luna … nelle tue goccioline …

mi aggrappo a un farmaco … non a un verso … mi aggrappo all’idea … che lei stanotte possa dormire … almeno in cucina con la testa sul tavolo …

Andrea Salvatici da:  Il posto delle favole – Corriere della Sera

 

Aprile

Finalmente è arrivata sul serio la Primavera e si sente l’aria più mite mentre i raggi del sole caldo ci accarezzano. Purtroppo la vita frenetica che facciamo non ci fa sempre vedere ed ammirare i cambiamenti delle stagioni.

La Primavera mi fa un effetto strano, sarà forse per i profumi o la luce intensa, mi sento come se uscissi da un letargo e la sensazione che provo è come un giramento di testa. Ho bisogno di guardare e cercare i cambiamenti  sugli alberi, nei prati e gustare così la natura in tutti i suoi odori e colori.

La poesia del disgelo” è un titolo perfetto per questo articolo che ho trovato sul blog Denver&Dintorni. I fiori, con delicatezza, si fanno spazio fra la neve e le foglie secche, per poi splendere al sole e farsi così scoprire in queste splendide immagini.

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Prima di primavera ci sono dei giorni
che alita già sotto la neve il prato,
che sussurrano i rami disadorni,
e c’è un vento tenero ed alato.

Il tuo corpo si muove senza pena,
la tua casa non ti par più quella,
tu ricanti una vecchia cantilena,
e ti sembra ancor tanto bella…

Anna Achmatova

Ricordi

“Come Le Onde Del Mare” da “Il valzer di un giorno” 2000-2001 Gianmaria Testa

Ma certe nostre sere hanno un colore
che non sapresti dire
sospese fra l’azzurro e l’amaranto
e vibrano di un ritmo lento, lento
ma noi che le stiamo ad aspettare 
noi le sappiamo prigioniere 
come le onde del mare, 
come le stelle del mare. 

Si muovono e c’incantano le ore 
di certe nostre sere 
e sanno di partenza e di tramonto 
e di sorvolare lento, lento 
ma noi che le sappiamo prigioniere 
non le possiamo liberare 
come le onde dal mare, 
come le stelle dal mare.

Ricordi . . . ricordi di una vacanza. Una vacanza nel sud del Portogallo, fra scogliere frastagliate a picco sull’oceano, spiagge dorate, un sole rosso fuoco che al tramonto spariva nell’acqua, paesaggio magico, eppure mi mancava  qualcosa. Tutta la bellezza della natura mi riempiva gli occhi, ma nel cuore  sentivo che tutta quella meraviglia non mi bastava. Eravamo ancora insieme, eppure già lontani.

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Portogallo 4

Portogallo 3

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,

tutto quello che non è più,

il dolore che ormai non mi duole,

l’antica e erronea fede,

l’ieri che ha lasciato dolore,

quello che ha lasciato allegria

solo perché è stato, è volato

e oggi è già un altro giorno.

Fernando Pessoa

 

Giù le zampe dai bambini!

Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza,

Ogni giorno la cronaca parla di crimini, violenze sui bambini, botte e maltrattamenti in famiglia, uccisi, violentati e bambini costretti a vivere il terrore di una guerra. I bambini capiscono e ricordano tutto.

Questa filastrocca è giustissima per questa giornata:

Giù le zampe dai bambini! 

Non si passa, non si tocca! 

Loro sono i tuoi mattini 

Il tuo riso nella bocca 

Sono i piedi che tu appoggi 

Sulla terra di domani 

Se non l’hai capito oggi 

Gira al largo! Giù le mani! 

Bruno Tognolini  da  “Le Filastrocche della Melevisione”, illustrazioni di Giuliano Ferri

La felicità è accarezzare un cucciolo caldo caldo . . .

“La felicità è accarezzare un cucciolo caldo caldo, è stare a letto mentre fuori piove, è passeggiare sull’erba a piedi nudi, è il singhiozzo dopo che è passato”. Charlie Brown.

Charles Monroe Schulz, fumettista, conosciuto in tutto il mondo per aver creato le strisce dei Peanuts, la storia in tono umoristico di un gruppo di bambini (Charlie Brown, Linus, Lucy, Sally  ecc.) e del cane bracchetto Snoopy.

Quando sono al computer appoggi il tuo musetto sul mio grembo, mi guardi con occhi languidi e aspetti una carezza.  Non resisto, è impossibile, allora quelle coccole riescono a trasmettermi tranquillità e una sensazione di benessere e amore.