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Peperoncini piccanti “scorta per l’inverno”.

 

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Lavori in corso …

Peperoncini piccanti ed erbe aromatiche, da coccolare, prima del trasferimento a terra.

Formula per far lievitare la pasta

Cresce e fa giorno il bel sole nuovotognolini_050_pasta-1473

Cresce e fa neve la chiara dell’uovo

Cresce e fa burro la crema di panna

Cresce e fa figli la pancia di mamma

Cresce la fame, l’aria non basta

Lievito magico, cresci la pasta

Bruno Tognolini, da “Filastrocche della Melevisione”

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Bread-Village

Bread-Cheese

Crockerville

Carl Warner “Paesaggi Alimentari”

Divertimento in cucina

Sono in cucina per preparare un dolce, metto sulla tavola gli ingredienti: farina, burro, zucchero, miele, uova, cioccolato, latte, limone, lievito. Sono indecisa sulla ricetta e nel frattempo accendo la radio per ascoltare la musica, le prime note riempiono la stanza e mi mettono già di buonumore.

Improvvisamente sento una vocina “è qui la festa?” ed entrano nella mia cucina i personaggi usciti dal libro per bambini  “Il Redwall” illustrato da Christopher Denise. Si impadroniscono dei fornelli, ballano e festeggiano, non mi rimane altro da fare che uscire dalla stanza e lasciarli divertire, ritornerò più tardi.

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Voglia di crêpes o crespelle.

“Questa sera all’odore del sidro si mescolava quello delle crêpes che si allargavano sulle piastre di ghisa roventi come tante ragnatele dorate” (Peter Mayle, dal libro “Lezione di francese).

Sono buone, golose, soffici, per la loro forma rotonda ed il  colore dorato trasmettono allegria e sono perfette per moltissime occasioni.  Sono ritenute cibo augurale, di benessere e felicità. Secondo una credenza popolare se si esprime un desiderio mentre si capovolge la crêpe con un sol colpo di padella, e la frittatina gira senza rompersi, ci sono buone probabilità che il desiderio espresso possa essere esaudito.

Finalmente, dopo vari tentativi, ho trovato le dosi giuste per una buona riuscita delle  crêpes.

Ricetta base per una dozzina di crêpes: 3 uova, 125 gr. di farina, 300 ml di latte, 2 cucchiai di burro fuso, ma non caldo,  un pizzico di sale, un poco di acqua fredda.

In una ciotola sbattere con una frusta le uova con il sale, unire la farina setacciata poco per volta, sempre mescolando aggiungere a filo il latte, fino ad ottenere una pastella liscia e ben amalgamata, lasciare riposare per almeno un’ora in frigorifero.

Prima di iniziare alla frittura delle crêpes aggiungere qualche cucchiaiata di acqua fredda alla pastella. Nel caso di crêpes dolci, aggiungere alla dose di tre uova, un  cucchiaino  di zucchero.

Cuocere le crêpes in una padella antiaderente di 15/20 cm di diametro, unta con un velo di burro. Quando è ben calda versare, fuori dal fuoco, un mestolino di pastella e ruotare il recipiente per ricoprire il fondo. Rimettere sul fuoco e quando la crespella ha preso colore continuare la cottura finché i bordi inizieranno a dorarsi ed arricciarsi. Con l’aiuto di una spatola girarla e farla dorare anche dall’altra parte. Disporre la crespella su un piatto e procedere nella preparazione delle altre, fino ad esaurimento della pastella.

Si possono preparare sia dolci (con miele, con succo d’acero, marmellate, creme, salse al cioccolato, frutti di bosco) che salate (prosciutto e formaggio, mozzarella, pomodoro e tonno, gorgonzola e noci, verdure, uova).

In Abruzzo si usano per preparare dei primi piatti come il timballo di crespelle,  oppure le crespelle arrotolate con all’interno del pecorino grattugiato affogate in un  buon brodo di carne misto . . . ma queste sono altre ricette.

Cibo e Arte “Natura morta”

Giovanni Segantini

Pierre-Auguste Renoir

Floris Claesz van Dyck

Auguste Petit

Georg Flegel

Ivan Khrutsky

Francisco de Zurbarán

Torta Sbriciolata di ricotta e cioccolata fondente.

Un “dolce intermezzo”.

Questa ricetta l’ho ritrovata fra i vari appunti di cucina.

Tanti anni fa un’amica appena conosciuta mi ha donato questa torta come “benvenuto” per i miei bambini (ormai cresciuti). Una Signora già di una certa età, nonostante la vita non le avesse risparmiato dispiaceri, ottimista e allegra  Ho apprezzato molto quel gesto e negli anni a seguire ho potuto constatare la sua generosità nei  confronti di tante  persone. Non aveva figli, a  70 anni rimasta vedova prese  la patente  per poter guidare ed essere indipendente, non voleva assolutamente dare fastidio a nessuno.

Ingredienti:  350 gr. di farina “00”, 150 gr. di zucchero semolato, 125 gr. di burro, 1 uovo+ un tuorlo, 1 bustina di lievito, un limone (o arancia) non trattato, un pizzico di sale, un cucchiaio di amaretto.

Per il ripieno: 300 gr. di ricotta di pecora (o romana) ben scolata, un cucchiaio di zucchero semolato, 100 gr. di cioccolato fondente a pezzetti, zucchero a velo.

Mescolare in una grande ciotola la farina e il lievito setacciati, il sale, lo zucchero,  la scorza di limone grattugiata.

Aggiungere il burro a pezzetti, l’uovo e il tuorlo, l’amaretto e lavorare tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbriciolato .

Versare  3/4 del  composto in una teglia da crostata imburrata e infarinata senza comprimerlo.

Unire alla ricotta lo zucchero, amalgamare bene  e versarla sulla la torta, spargere  sopra il cioccolato a pezzetti e ricoprire con il rimanente impasto sbriciolato.

Infornare a 180° per 30/40 minuti .

Prima di servire fredda in tavola, spolverizzare la superficie con zucchero a velo (io mi sono dimenticata).

Con queste dosi si può fare una torta grande oppure due torte contemporaneamente con delle teglie più piccole, di circa 20 di diametro.