“In un libro”

Un bel libro mi può portare

In posti che oso solo immaginare

Salgo sul vascello dei pirati

o su motoscafi colorati,

su una nave volto il foglio

e trovo tutto quello che voglio,

tra le rovine di un castello

in una casetta, su un ruscello,

da un palazzo posso volare

e un’altra pagina girare,

qui sono tra lupi affamati

e orsi ammaestrati,

ma arriva un gatto con gli stivali,

che mi dice: – Chiudi il libro

e dormi fino a domani.

da “La nuova Guida “ Fabbri di Sabrina Albertini e Teresa Albertini

“Bimbo che dorme” Stanisław Wyspiański

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Voglio essere libero. Francesco Nex

Voglio essere libero. Non voglio appartenere
a correnti. Non mi interessano le avanguardie.
Prevedono un gruppo, una truppa
un fronte operativo, dei generali, con tutto
quello che sapete. Mi piace camminare
da solo – l’ho imparato in montagna mentre
andavo coi pensieri, e, se si era in due,
si era come in uno, e in tre come in uno,
e in quattro … Il lavoro è un sentiero, una
roccia o il ghiaccio vivo. Mi piaccio i boschi,
l’aria, gli esseri che vivono, faticano, amano,
soffrono, subiscono… Amo la tradizione
(e cosa non comporta l’amore?),
il ventre di mia madre da dove vengo
e come fui concepito non lo dimentico mai.

Francesco Nex, pittore valdostano. Matào (Brasile) 6 luglio 1921 – Aosta 25 dicembre 2013

“Oggi ventun marzo”

“Oggi ventun marzo”

Oggi ventuno marzo entra l’Ariete
nell’equinozio e picchia la sua
testa maschia contro alberi e rocce,
e tu amore stacchi
ai suoi colpi il vento d’inverno
dal tuo orecchio inclinato
sull’ultima mia parola. Galleggia
la prima schiuma sulle piante, pallida
quasi verde e non rifiuta
l’avvertimento. E la notizia corre
ai gabbiani che s’incontrano
fra gli arcobaleni: spuntano
scrosciando il loro linguaggio
di spruzzi che rintoccano
nelle grotte. Tu copri il loro grido
al mio fianco, apri il ponte
fra noi e le raffiche
che la natura prepara sottoterra
in un lampo privo di saggezza,
oltrepassi la spinta dei germogli.
Ora la primavera non ci basta.

da: “Tutte le poesie” di Salvatore Quasimodo

Lesser Ury - Foresta della betulla in PrimaveraLesser Ury “Foresta della betulla” 1890

“Natale in Città”

NATALE IN CITTÀ da “Le Rime di Lorenzo Stecchetti (pseudonimo di Olindo Guerrini)
Dentro, nell’aria sana ed olezzante,
nel caldo allegro delle nostre sale,
simbolo d’innocenza e di morale
torna il ricordo del Divino Infante.

Abbiam sul labbro le parole sante,
abbiam nel cor la pace e l’ideale,
suonano gli inni al mistico Natale,
fuman le mense, brilla il vin spumante.

Fuori, sibila il vento e per la via
erran, fantasmi lividi e distrutti,
la miseria, la fame e l’agonia.

Guardan con gli occhi lucidi ed asciutti
lo splendor dei balconi e l’allegria,
chiedendo se Gesù nacque per tutti.

"Neve" di Pellizza da Volpedo

“Neve” di Pellizza da Volpedo

Su Blackwell e la magia della carta

Su Blackwell, artista inglese, è una scultrice della carta. Sceglie libri di seconda mano e trasforma le pagine in teatri pieni di poesia, sogni e magia.

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Speranza

http://www.sublackwell.co.uk/

Dicembre

“Dicembre” da Rime di Lorenzo Stecchetti (pseudonimo di Olindo Guerrini)

Nel ciel grigio e sonnolento
è una gran malinconia,
e la neve senza vento
muor nel fango della via.

Un mortal increscimento
assalì l’anima mia:
agghiacciato il cor mi sento
nel sudor dell’agonia.

Muore il giorno e al mondo invia
un addio che fa spavento,
un singhiozzo d’elegia.

Muore l’anno e lento lento
nel languor dell’etisia
l’amor nostro, ecco, s’è spento!

Sera d'invernoSera d’inverno” Evgeny Mikhailovich Pozdniakov

Gustave Caillebotte. Effetto neveEffetto neve” Gustave Caillebotte

l cuore della neve“Il cuore della neve “Edward Robert Hughes

Nati per leggere

Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima.

Filastrocca dei “Nati per leggere” di Bruno Tognolini

Walther_Firle.La buona letturaWalter Firle “La buona lettura”