“La Giovinezza” da “Non sono poesie” di Gigliola Franco.

Che brutta sensazione gli anni che passano: la voglia di mettercela tutta nel fare al meglio le cose c’è  ma non sempre il corpo risponde bene. I dolori  improvvisi, oltre ai soliti che già ci sono e  si riescono  a tenere  sotto controllo, ti mettono in crisi  e ti sbattono in faccia l’età che avanza.  Allora bisogna rivedere tutto, rallentare le cose da fare, preoccuparsi di controllare il dolore, andare dal medico e correre e correre. E’ impossibile, il ginocchio fa male, non riesco a piegarlo, diventa pesante anche soltanto  scendere dal  letto  ed è un’avventura trovare i marciapiedi non ghiacciati ed evitare così rovinose cadute.

Ma il ritornello è sempre lo stesso : “ l’essenziale è invecchiare bene”. Ceeerto … ma quando si è nell’impossibilità  di aiutare le persone che dipendono da te e anche fare le cose più semplici,  ci sono due strade: o ti abbatti e ti lasci andare oppure reagisci e rischi di diventare  insopportabile, rabbiosa, perché il dolore fa risalire a galla la parte cattiva di noi. E diventa difficile anche sorridere…

Poi  leggo un articolo su “La Stampa”,  è stato come prendere  una medicina  e, come per magia, le mie considerazioni mi sono sembrate le solite miserie quotidiane. Riporto in parte l’articolo della giornalista Cristina Insalaco:  “Non sono poesie”,  la passione senza tempo di  Gigliola Franco, 87 anni, da dieci  malata di Parkinson, si muove a fatica e non riesce più a parlare.

  “E’  stata regista teatrale, insegnante di lettere e giornalista. Ha scritto tra i 70 e gli 85 anni le sue “non poesie”, se la prende con i politici: «Indecenti sono i tempi della giustizia/ voi lo dite da anni/ da decenni/ da secoli/ E intanto giocate/ giocate a Monopoli». Lei è contro le ingiustizie, la guerra , la caccia, le auto blu. Parla del tempo, che passa troppo veloce e non possiamo permetterci di sprecarlo: «Natale: tra un po’ è estate/ Estate: tra un po’ è Natale». Della giovinezza che è così preziosa e irripetibile: «E allora questo vi dico/ragazzi del Leonka/ godete godete/ la vostra bella estate/ e fatela durare più che potete».

 È faticosa la vecchiaia se accompagnata dalla malattia, ma Gigliola Franco non ha rimpianti quando pensa alla sua giovinezza.

Amava il teatro in maniera totalizzante. Nel suo libro lo racconta così: «Il teatro è stato tutto per me/ la maternità/ la paternità/ gli amori/la conoscenza dell’uomo/ la conoscenza della gente/ i sentimenti buoni/e quelli cattivi/ la generosità/ la sincerità/ il pianto e il riso/ tutto». Ma attenzione a non far diventare il lavoro il centro assoluto della vita: «Che senso ha lavorare/ e ancora lavorare/ se poi non ti resta il tempo per guardare il mare/ per oziare/ per amare e per odiare/ per sbagliare/ per giocare/ per cantare/ per fare quelle stupidissime parole crociate?».

Lei, femminista storica, si scaglia contro le ingiustizie del mondo perché vorrebbe cambiarle. Non può parlare, Gigliola. Ma ha una lucidità pazzesca. E se la baci teneramente sulla guancia, lei ti sorride come se volesse dirti tutte le parole del mondo. Eccola, la bellezza. La bellezza che per Gigliola si nasconde nella semplicità.”

«Se voi volete sapere chi sono/ io vi dico/ sono un cuore che batte/ che batte/ che batte».  Il figlio, Corrado Franco, regista e produttore cinematografico, ha aperto la “Corrado Franco Editore” con l’unico scopo di pubblicare la raccolta della mamma.”

LA GIOVINEZZA 

Sapete qual è
il più grosso difetto
della giovinezza?
Che una volta arrivata
ti resta appiccicata
addosso
non se ne vuole più andare
e ti rosica il cuore.
Arrivano i trenta
e poi i quaranta
e poi i cinquanta
e poi i sessanta
e avanti così.
Ma la giovinezza è sempre lì
e ti rosica il cuore.
Ti compri un paio di calze rosse.
Ma la gente ride.
E anche tu ridi
ridi con loro
malinconico Pierrot
e due lacrimoni
sporchi di bistrò
colando ti leccano le rughe del viso.

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6 Risposte

  1. “La nonna è come un albero d’argento, che la neve ripara e muove il vento; dice no con la testa e si con il cuore sta presso il fuoco e prega a tutte le ore. Quando la mamma sgrida lei perdona …la nonna è davvero buona”
    Luisa Nason

    • Ti ringrazio, anche se non mi vedo in questi versi: non prego a tutte le ore, sono più severa di te, sono buona…non lo so. Una cosa però è certa le ore che trascorro con la cucciolotta sono, anche se di responsabilità e qualche volta di preoccupazione, divertenti e leggere. Mi fa impazzire di felicità.

  2. Avevo letto e mi aveva colpito questo articolo su Gigliola Franco, una grande persona. Rimanere giovani anche quando il corpo va in rovina.
    Spero il tuo ginocchio stia meglio, un abbraccio

    • Grazie, va meglio con l’aiuto degli antinfiammatori, poi sono più tranquilla perché le strade non sono più ghiacciate.Ciaoooo

  3. Un cuore giovane a volte sembra non bastare……. ma forse può bastare! Ciao…….

    • E’ vero, alcune volte sembra tutto nero … poi all’orizzonte si vede una schiarita e ci si sente più leggeri. Buona giornata, ciaooo

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