“George Gray” da: Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master

Molte volte ho studiato
La lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà  non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché  l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò  alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può  condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio –
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters, nacque a Garnett  (Kansas) il 23 agosto 1869.

Compiuti gli studi iniziò la carriera di avvocato nel 1891. Abbandonò l’avvocatura  nel 1920 dedicandosi completamente alla letteratura. Morì il 5 marzo 1950 in un convalescenziario di Melrose Park (Pennsylvania).

Antologia di Spoon River” (1915) è  un libro di poesie dove la realtà è vista sotto l’aspetto del ricordo: gli epitaffi non ci descrivono quello che il villaggio è stato, ma quanto del villaggio hanno fantasticato i suoi morti.

“Ingresso di cimitero” Caspar David Friedrich

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