Bianca come il latte, rossa come il sangue.

Un  romanzo  fresco,  lo si divora in poco tempo, parla di adolescenti in un anno di scuola.  E’ la storia di Leo,  un ragazzo di sedici anni, del primo amore, dei suoi sogni, passioni, paure, delusioni, rabbia, dei primi dolori, sofferenze, della morte, ma anche il modo e il coraggio di affrontare la realtà e a non scappare davanti agli ostacoli della vita.

“Beatrice è tornata a scuola. E’ più magra. Più bianca . I capelli corti, dal rosso più opaco e spento. Gli occhi sempre verdi, ma più nascosti. Vorrei incrociarla e dirle che ci sono, che le ho donato il mio sangue, che sono felicissimo di rivederla, ma poi capisco che è meglio starmene zitto. Mi limito a sorriderle quando la incontro all’intervallo. Lei mi guarda per un attimo come se mi riconoscesse e ricambia. Il suo sorriso non è rosso come sempre, è più bianco. Ma lei è il cuore del mio sogno. Il mio sogno è rosso e io devo riportare quel bianco al rossoviola che ho visto uscire dal mio braccio. Non ho più dubbi. In quel sorriso c’è il senso di tutto quello che sto cercando.

Non lascerò che tu te ne vada. Non lascerò che quel tumore bianco ti porti via. Dovessi prendermelo io al posto tuo . Non lascerò che accada, perché tu sei molto più necessaria di me su questa terra. Voglio che tu lo sappia. Per questo ti scriverò una lettera,  per dirti che ci sono e se hai bisogno di qualcosa me la puoi chiedere in qualsiasi momento. Oggi torno a casa e scrivo la lettera. Deve essere la cosa più bella e rossa che abbia mai fatto in via mia. Deve essere perfetta.

E’ strano come i sogni  ti mettano in moto, come una trasfusione di sangue. Come se ti entrasse nelle vene il sangue di un supereroe.”

“Cara Beatrice, come stai?
L’altro giorno ti ho rivista a scuola, ti ho sorriso e tu mi hai sorriso. Non so se ti ricordi. Ecco, quello sono io, Quello con i capelli da pazzo: Leo. Ti scrivo perchè voglio essere con te in questo momento. Non so bene cosa si debba dire in certe circostanze. Se devo fare finta di non sapere che stai male, se devo fare finta di non averti donato il mio sangue, se devo fare finta che non mi piaci … insomma, non ci riesco a fare finta. E così ti ho già detto tutto: tu stai male, ti ho donato il mio sangue, mi piaci. Adesso posso parlare più liberamente, perchè ho finito con le cose importanti. Quelle che uno deve dire per forza, perchè se non le dice finge e se finge ci sta male. Io invece con te voglio essere sincero, perchè tu sei parte di un sogno. Come ci dice il prof. Sognatore. Cioè, non è che faccia Sognatore di cognome, ma è quello che sostituisce l’Argentieri, e siccome parla sempre di sogni lo abbiamo soprannominato così. Io lo sto cercando il mio sogno. Il segreto è porre le domande giuste. Le domande giuste alle cose e alle persone che ci stanno a cuore e stare a sentire cosa il cuore ci risponde. E tu hai un sogno? Ci hai mai pensato?

Ti mando un forte abbraccio e spero di avere presto tue notizie. Leo, di prima D”

da “Bianca come il latte, rossa come il sangue” – Alessandro D’Avenia, nasce a Palermo in una serena notte di maggio e le prime cose che vede e sente sono i colori e i profumi della sua città e terra.

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