Resistenza e 1° Maggio.

“Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare, e di agire da uomini liberi e consapevoli.
State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi! L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!”

Antonino Caponnetto nasce il 5 settembre 1920 a Caltanissetta, muore a Firenze  il 6 dicembre del 2002, magistrato.

Una mattina mi sono svegliato
O bella ciao, bella ciao,
bella ciao, ciao, ciao,
Una mattina mi sono svegliato,
E ho trovato l’invasor.

O partigiano portami via,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
O partigiano portami via,
Che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E se io muoio da partigiano,
Tu mi devi seppellir.

Mi seppellirai lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Mi seppellirai lassù in montagna
Sotto l’ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
Tutte le genti che passeranno
Mi diranno «che bel fior!».

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao,
Bella ciao, ciao, ciao,
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la Libertà.

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2 Risposte

  1. Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

    • Grazie e buon 1° Maggio. Ero già passata dal tuo blog per un articolo: mi piace il tuo modo di affrontare gli argomenti : a muso duro, con ironia e altre volte con leggerezza. Tornerò a trovarti (non è una minaccia).Questa poesia è perfetta per questa giornata:
      Se fossi un poeta, ecco di cosa scriverei.
      Della gente che lavora in piena notte.
      Uomini che caricano i treni,
      infermiere del pronto soccorso con le mani delicate.
      Impiegati notturni degli hotel,
      autisti delle pompe funebri nei cimiteri,
      cameriere nei caffè aperti tutta la notte.
      Loro conoscono il tuo mondo, sanno quanto è prezioso che
      una persona ricordi il tuo nome…
      Sanno quanto è lunga la notte.
      E che rumore fa la vita mentre se ne va” (Notte – Janet Fitch)

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