Daniel Pennac. Benjamin Malaussène.

In questo periodo ho letto  i romanzi della saga di Benjamin Malaussène: “Il paradiso degli orchi“, “La fata carabina“, “La prosivendola“, “Ultime notizie dalla famiglia“, “Signor Malaussène” e “La passione secondo Thèrese” scritti da Daniel Pennac . Approfittavo di qualsiasi momento per leggere, soprattutto sui mezzi pubblici e la sera prima di dormire. In questi libri ho trovato la consapevolezza del male e del bene, la fantasia, il divertimento, l’ironia, la paura, la rivolta, la tenerezza, l’amore. Sì, diverse volte mi sono ritrovata a ridere e a piangere.

Daniel Pennac, nato a Casablanca in Marocco nel 1944, scrittore francese, dopo un’infanzia vissuta in giro per il mondo, con il padre ufficiale delle colonie, tra l’Africa, l’Europa e l’Asia, si stabilisce a Parigi a Belleville, il quartiere dove si trovano popolazioni di differenti lingue, nazionalità e culture: armeni, polacchi, ebrei, magrebini, africani e asiatici. Daniel Pennac si è sempre interessato al destino di tutti gli immigrati e li fa rivivere nei suoi romanzi affrontando con ironia tematiche, come quella della tolleranza e della convivenza con il  “diverso”. In alcune interviste ha dichiarato di aver creato il personaggio di Malaussène capro espiatorio dopo aver letto l’opera “Il capro espiatorio” di René Girard (Avignone, 25 dicembre 1923), un critico letterario e antropologo francese.

Ciascuno dei romanzi, tutti ambientati a Belleville, ruota intorno al protagonista Benjamin Malaussène, responsabile di una strana famiglia, che diventa tribù, dove sopravvive la comprensione per la sofferenza altrui. E’ molto allargata, è composta da tanti fratellini geniali, sorelle sensitive (stessa madre adorata, padri diversi e assenti), Julie l’amata compagna giornalista, amici e parenti adottivi di varie razze e Juluis un grosso cane epilettico.

Benjamin Malaussène, che svolge la professione di capro espiatorio, è coinvolto in tutti i romanzi in situazioni drammatiche: bombe ai grandi magazzini, vecchiette armate di P38 che sparano e uccidono, storie di droghe, politici assassinati e tutte le volte Malaussène rischia di pagare per gli altri. Finali rigorosamente a sorpresa.

Riporto qui di seguito il Post-scriptum del romanzo “La prosivendola” (titolo originale “La petite marchande de prose”, letteralmente tradotto come “La piccola mercantessa di prosa”):

“La vita non è un romanzo, lo so…lo so.  Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile. Il mio amico Dinko Stamback è morto mentre raccontavo questa storia. Era il vecchio Stojil della mia tribù Malaussène. In realtà era la poesia, quell’elisir dello spirito romanzesco. Era una sorridente ragione di vivere. E di scrivere. Di descriverlo.

Voglio che queste pagine volino fino a lui: sono state scritte nell’impazienza che le leggesse. D.P.”.

"Belleville 1959" - Willy Ronis

Willy Ronis (Parigi, 14 agosto 1910 – Parigi, 12 settembre 2009) è stato un fotografo francese , che si era dedicato alle immagini prese dal vivo e in bianco e nero.


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