L’attesa …

… ti stiamo aspettando

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Ma il cielo è sempre più blu

Ma il cielo è sempre più blu, una canzone del 1975 di Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, (Crotone 29 ottobre 1950 – Roma 2 giugno 1981).

Un capolavoro dell’epoca ed un testo ancora purtroppo attualissimo, una denuncia dei problemi sociali, delle differenze, delle ingiustizie.  Nonostante le sorprese, non sempre buone, la vita va avanti.

Chi vive in baracca, chi suda il salario / chi ama l’amore e i sogni di gloria / chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria / Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio / chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo / chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno / Chi ama la zia chi va a Porta Pia / chi trova scontato, chi come ha trovato / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…

Chi sogna i milioni, chi gioca d’azzardo / chi gioca coi fili chi ha fatto l’indiano / chi fa il contadino, chi spazza i cortili / chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia /na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…

Testo completo e Video:http://www.calatafimisegesta.it/cielo-sempre-blu/

Peperoncini piccanti “scorta per l’inverno”.

 

Amore

“Amore di bimba”

Acero, semplicemente … meraviglioso.

Fiori di Agosto

“Il leopardo” di Jo Nesbo

“Harry aspettò di udire gli pneumatici scricchiolare sulla ghiaia e sparire alle sue spalle prima di girare la chiave ed entrare. Premette l’interruttore della luce e indugiò mentre la porta si richiudeva dietro sbattendo. L’odore, il silenzio, la luce che lambiva l’armadio, tutto gli parlava, era come immergersi in una vasca di ricordi. Lo avvolsero, lo scaldarono, gli fecero venire un nodo alla gola. Si tolse il cappotto e si sfilò gli anfibi scalciando. Poi camminò. Da una stanza all’altra. Da un anno all’altro. Da mamma a papà a Sos, e infine a se stesso. La sua cameretta. Il poster di Clash, quello della chitarra che stava per essere sbattuta in terra. Si distese sul letto e inspirò l’odore del materasso. Poi arrivarono le lacrime.”

da: “Il leopardo” – Einaudi – di Jo Nesbo