Un tempo si scrivevano più lettere d’amore e di amicizia, o lettere in generale, adesso ci si affida al telefono, ai messaggi veloci con il cellulare, alle e-mail, anche per gli addii e questo è tremendo. Sentirsi abbandonati con un messaggio…un pugno allo stomaco. Anche ricevere una lettera d’addio è triste, ma il sentire il foglio fra le mani, guardare la calligrafia, leggerla, conservarla con cura per poi rileggerla, oppure strapparla, può aiutare a capire e guarire più in fretta. Spesso con le parole non si riesce ad esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni, le proprie gelosie. Sarebbe più facile confrontarsi, guardarsi negli occhi e, se è il caso, ammettere che tutto è finito, ma la paura e le emozioni giocano brutti scherzi, ci si lascia prendere dall’orgoglio, dalla rabbia e si dicono parole pesanti come pietre. Una lettera invece può essere tenera, appassionata, triste, struggente, dove sentimenti e parole si uniscono ai ricordi, ai rimpianti, ma potrebbe anche essere un modo per ammettere i propri errori e chiedere scusa.
“Le lettere sono fra i documenti più importanti che l’individuo ha lasciato. Le persone dotate di fantasia nei loro soliloqui talvolta immaginano presente un amico assente al quale comunicano i loro sentimenti più riposti, così anche una lettera è una specie di dialogo con se stessi. Infatti un amico al quale si scrive diventa spesso più un pretesto che l’oggetto della lettera. Ciò che ci rallegra o ci addolora, ci opprime o ci preoccupa, ci esce dal cuore; e in quanto tracce indelebili di una esistenza, di uno stato d’animo, tali fogli sono per i posteri tanto più importanti quanto più lo scrivente aveva davanti a sé solo l’attimo fuggente e quanto meno pensava al futuro.”
da “Goethe Massime” di Johann Wolfgang von Goethe
Filed under: Arte, Lettere, pensieri Messo il tag: | addio, amore, Johann Wolfgang von Goethe, la lettera, Munier Emile







Ho ritrovato da poco una lettera che mia madre mi ha scritto molti anni fa, l’unica che mi abbia mandato in cui parla di normali faccende giornaliere, delle sue preoccupazioni per problemi di salute e mi chiede notizie di mio figlio allora piccolo, E’ un suo ricordo,la conservo con piacere. Se mi avesse scritto una mail o un sms sarebbe andato sicuramente perso.
Un abbraccio
guglielmina
Trovarla e leggerla ora che non c’è più…che emozione e, penso, anche qualche lacrima.
Un abbraccio anche a te.