27 Gennaio “Giorno della memoria”.

“I giorni si somigliavano tutti, e non è facile contarli. Da non so quanti giorni facciamo la spola, a coppie, dalla ferrovia al magazzino; un centinaio di metri di suolo in disgelo. Avanti sotto il carico, indietro colle braccia pendenti lungo i fianchi, senza parlare.

Intorno, tutto ci è nemico. Sopra di noi, si rincorrono le nuvole maligne, per separarci dal sole; da ogni parte ci stringe lo squallore del ferro in travaglio. I suoi confini non li abbiamo mai visti, ma sentiamo, tutto intorno, la presenza cattiva del filo spinato che ci segrega dal mondo. E sulle impalcature, sui treni in manovra, nelle strade, negli scavi, negli uffici, uomini e uomini, schiavi e padroni, i padroni schiavi essi stessi; la paura muove gli uni e l’odio gli altri, ogni altra forza tace. Tutti ci sono nemici o rivali.”

. . . 

“Oh poter piangere! Oh poter affrontare il vento come un tempo facevamo, da pari a pari, e non come qui, come vermi vuoti di anima!”

da “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Archiwum Państwowego Muzeum Auschwitz-Birkenau

Bau, bau, buon compleanno.

Al mio amico-padrone:  “bau bau, buon compleanno per domani 23 gennaio, con tanto amore e amicizia”.

Tramite la mia nuova amica, che tu ben conosci, voglio dirti che sono contento di averti incontrato e di trascorrere tanto tempo  in tua compagnia. Facciamo delle lunghe passeggiate (anche al freddo e di notte quando rientri a casa), giochiamo, sei affettuoso e dimostri continuamente il tuo interesse nei miei confronti. Quando mi abbracci sento tutto il tuo calore e affetto. Come faccio a non volerti bene? Spero di tenerti su di morale nei momenti tristi e quando ci guardiamo negli occhi sappiamo tutti e due che non ci lasceremo mai. Il tuo amico e compagno fedele.

“Quando ero più piccolo”

“Adesso sono così”

“Vieni a casa, ti aspetto, ciao ciao … scusa, bau bau”

“Preghiera in gennaio” – Fabrizio De André

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

(testo di Fabrizio De André; musica di Fabrizio De André e Giampiero Reverberi ).

E’ un’invocazione a Dio perché accolga in Paradiso l’anima di un suicida; dedicata a Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo – Sanremo, 27 gennaio 1967), venne scritta nelle due notti successive alla sua morte.

Fabrizio Cristiano De André muore a  Milano l’11 gennaio 1999, alle ore 2,15.

Nel grembo umido, scuro del tempio,
l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;
l’angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese – conosci l’estate -
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Con questa poesia termina il libro di Luigi Viva “Vita di Fabrizio De André, Non per un dio ma nemmeno per gioco”.

“Domani” … è già qui. Auguri per il 2012

Fra poco arriva il 2012.
Ci sono tanti problemi per tutti: di lavoro, economici, di sopravvivenza, il presente ed il futuro sono una preoccupazione.
Questa sera, voglio accantonare i brutti pensieri e sognare. La solitudine non mi spaventa, però il desiderio per il prossimo anno è quello di innamorarmi, di provare l’entusiasmo che si prova in amore, l’attesa, il desiderio, le coccole, il condividere alcuni momenti felici. Sì, voglio sperare che questo possa accadere.

Auguri di Buon Anno a tutti e al mio Abruzzo.

Vi dedico questo Video: “Domani 21 Aprile 2009″  Artisti uniti per l’Abruzzo

Tra le nuvole e i sassi passano i sogni di tutti
passa il sole ogni giorno senza mai tardare
Dove sarò domani?
Dove sarò?
Tra le nuvole e il mare c’è una stazione di posta
uno straccio di stella messa lì a consolare
sul sentiero infinito
del maestrale.
. . .
Ma domani, domani, domani, lo so
Lo so che si passa il confine,
E di nuovo la vita
sembra fatta per te
e comincia domani.
. . .
Tra le nuvole e il mare
si può fare e rifare
con un po’ di fortuna
si può dimenticare.
Dove sarò domani?
Dove sarò?
. . .
Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare
sulla scia delle navi
di là del temporale
e qualche volta si vede
una luce di prua
e qualcuno grida:
Domani.

“Natale” di Salvatore Quasimodo

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Salvatore Quasimodo

Auguro a tutti un Natale sereno e di Pace

Lettera per i Bambini

Bambini, Babbo Natale esiste ed esiste la Befana
Esistono i tre porcellini e la fata Morgana
Metti un dente sotto il bicchiere, il giorno dopo c’è un soldino
Peter Pan combatte ancora contro Capitan Uncino
Boschi pieni di folletti e di orsi pasticcioni
Elefanti che con le orecchie volan come aquiloni
Esistono i giganti, i draghi, Artù e Merlino
E se segui quelle briciole puoi incontrare Pollicino
Ma anche l’Orco sai esiste, te lo giuro su me stesso
Ti dirà “C’era una volta”, stai attento, c’è anche adesso.

Giorgio Panariello

Albert Anker

Proteggiamo i bambini e anche noi adulti teniamo gli occhi ben aperti, ricordiamoci che sono il dono più prezioso.

Un pensiero per una “Persona speciale”.

E’ un periodo un po’ così e così: in questo momento sei in ospedale piena di macchie rosse, sì proprio come la Pimpa. Hai dimostrato di essere coraggiosa, cerchi di superare le paure, anche con le lacrime, basta spiegarti cosa devi fare e le medicine da prendere. Stesa nel lettino, sembri  più piccola e indifesa ma so con certezza che hai carattere da vendere. Con le  tue gote rosse sei bellissima, hai uno sguardo dolcissimo e ispiri maggior tenerezza.
Passeranno in fretta questi giorni, arriverà Babbo Natale, ricordi cosa desideri? Un Lecca lecca, costruzioni e un trenino … forza piccola, tornerai presto a casa.
Nel frattempo, durante i tuoi sogni, ti auguro un mondo pieno di Fate:

Fate, smettete le vostre canzoni,
e le mie bianche campane ascoltate:
voi li sentite, quei suoni lontani?
E quel che dicono, voi lo sapete?
Sono campane di neve che spuntano
dai loro gambi, e dolci suonano:
parlano forse di quel paese
dove ogni cosa è bella e cortese?

Cicely Mary Barker, l’ideatrice delle fate dei fiori.

SMS compie oggi 19 anni.

Il 3 dicembre 1992 un ingegnere inglese inviò ad un collega della Vodafone (in anticipo e per scherzo) il primo messaggio da un computer ad un cellulare: il testo era “MERRY CHRISTMAS”.

Il primo SMS da cellulare a cellulare fu inviato nel 1993.

 “Cellulare e Carta SIM”  Simone Cristicchi Album “Fabbricante di Canzoni” 2005-2006

Sono un cellulare
un po’ invecchiato
chiuso in un cassetto
solo con lo schermo un po’ graffiato
e il caricatore rotto
mi hanno spento,
non ho campo
qua nel paradiso dei vecchi cellulari.

Mi ricordo quando funzionavo,
le telefonate, tutti quei messaggi che ho inviato
fino a quando non è uscito quel modello accessoriato e dalla mia carta Sim qualcuno mi ha staccato.
E mi manca tanto quel tuo nome nella rubrica, e mi fa compagnia la mia tastiera sbiadita
con queste ultime due tacche di vita io provo a mandarti un segnale,
anche se qui prendo male.

Stavo bene quando ti infilavi dentro la mia pancia calda come il suono di una voce e della sua guancia
sempre indivisibili eravamo:
cellulare e carta sim uniti in matrimonio.
E mi manca tanto quel tuo nome nella rubrica, e mi fa compagnia la mia tastiera sbiadita
con queste ultime due tacche di vita io provo a mandarti un segnale, anche se qui prendo male.
All’improvviso mi sento afferrare
è il mio padrone, mi vuole aggiustare
dentro al negozio i telefoni come me pochi minuti e ritornerò a vivere.

E lampeggia innamorato il tuo nome in rubrica
solo se stiamo insieme diamo un senso alla vita
e con tutte le mie tacche di batteria io vibrerò di emozione e suonerò una canzone.

Nascita, Vita, Maternità.

“Era un creatura così piccola, che stava comodamente sulle due mani della levatrice, come in una canestra. E dopo essersi affermato in quell’eroica impresa di venire al mondo aiutandosi con se stesso, non gli era rimasta nemmeno la voce per piangere. Si annunciò con vagito così leggero che pareva un caprettino nato ultimo e scordato fra la paglia.
Tuttavia, nella sua piccola misura, era completo, e anche caruccio, ben fatto, per quanto se ne capiva. E aveva intenzione di sopravvivere: tanto è vero che, al momento dato, cercò di propria iniziativa, ansiosamente, le mammelle di sua madre.”

da “La storia” di Elsa Morante

“La due madri” di Giovanni Segantini

Torta Sbriciolata di ricotta e cioccolata fondente.

Un “dolce intermezzo”.

Questa ricetta l’ho ritrovata fra i vari appunti di cucina.

Tanti anni fa un’amica appena conosciuta mi ha donato questa torta come “benvenuto” per i miei bambini (ormai cresciuti). Una Signora già di una certa età, nonostante la vita non le avesse risparmiato dispiaceri, ottimista e allegra  Ho apprezzato molto quel gesto e negli anni a seguire ho potuto constatare la sua generosità nei  confronti di tante  persone. Non aveva figli, a  70 anni rimasta vedova prese  la patente  per poter guidare ed essere indipendente, non voleva assolutamente dare fastidio a nessuno.

Ingredienti:  350 gr. di farina “00”, 150 gr. di zucchero semolato, 125 gr. di burro, 1 uovo+ un tuorlo, 1 bustina di lievito, un limone (o arancia) non trattato, un pizzico di sale, un cucchiaio di amaretto.

Per il ripieno: 300 gr. di ricotta di pecora (o romana) ben scolata, un cucchiaio di zucchero semolato, 100 gr. di cioccolato fondente a pezzetti, zucchero a velo.

Mescolare in una grande ciotola la farina e il lievito setacciati, il sale, lo zucchero,  la scorza di limone grattugiata.

Aggiungere il burro a pezzetti, l’uovo e il tuorlo, l’amaretto e lavorare tutto con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbriciolato .

Versare  3/4 del  composto in una teglia da crostata imburrata e infarinata senza comprimerlo.

Unire alla ricotta lo zucchero, amalgamare bene  e versarla sulla la torta, spargere  sopra il cioccolato a pezzetti e ricoprire con il rimanente impasto sbriciolato.

Infornare a 180° per 30/40 minuti .

Prima di servire fredda in tavola, spolverizzare la superficie con zucchero a velo (io mi sono dimenticata).

Con queste dosi si può fare una torta grande oppure due torte contemporaneamente con delle teglie più piccole, di circa 20 di diametro.

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