“Fior di neve” di Umberto Saba

Che spettacolo questa mattina al risveglio: guardando dalla finestra c’erano ancora le luci accese e ho visto i tetti delle case, gli alberi e le strade imbiancate leggermente, come se fossero state spolverate di zucchero a velo. Era appena iniziato a nevicare, ma la temperatura era talmente fredda che i fiocchi leggeri stentavano a posarsi per terra.

Questa poesia è perfetta per questa giornata:

Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.

Umberto Saba

Pittore russo anonimo

L’amore è simile alla rosa di macchia.. – Emily Bronte

L’amore è simile alla rosa di macchia,
l’amicizia assomiglia all’agrifoglio:
l’agrifoglio è scuro quando la rosa fiorisce,
ma chi è più costante nella fioritura?
La rosa di macchia è odorosa in primavera,
i suoi fiori estivi profumano l’aria;
ma aspetta che torni l’inverno:
chi si ricorderà della rosa di macchia?
Disprezza allora l’inutile corona di rose
e ricopriti della lucentezza dell’agrifoglio
che – quando dicembre rattrista la tua fronte -
ancora sa mantener verde la tua ghirlanda.

Emily Bronte

"Dans le jardin" Pierre-Auguste Renoi

Nessuno sa di dove viene il sonno …

Nessuno sa di dove viene il sonno
che aleggia sugli occhi dei bambini?
Si. Si dice che abiti laggiu,
in un villaggio incantato, dove,
tra le ombre di una fitta foresta
fiocamente illuminata dalle lucciole,
splendidi pendono due timidi fiori.
Ecco di dove viene il sonno
a baciare il sonno dei bambini.

Nessuno sa dove nacque il sorriso
che ondeggia sulle labbra dei bambini
che dormono?
Si, si dice che un giovane
pallido raggio di luna crescente
abbia sfiorato il lembo
d’una leggera nuvola autunnale;
e così, nel sogno di un mattino
bagnato di rugiada, per la prima
volta nacque il sorriso che ondeggia
sulle labbra dei bambini che dormono.

Nessuno sa dove a lungo nascose
la dolce e tenera freschezza
che fiorisce sulle membra dei bambini?
Si. Quando la madre ancor giovinetta,
la portava nel cuore colmo di mistero
delicato e silenzioso dell’amore:
là sbocciò la dolce e tenera freschezza
che fiorisce sulle membra dei bambini.

- da Gitanjali -

Rabindranath Tagore scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano nacque a Calcutta nel 1861 e morì a Santi Niketan Bolpur, nel 1941. Premio Nobel per la letteratura nel 1913. Motivazione del premio:

“Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell’ovest.”


“Gli auguri dell’Innocenza”

di William Blake (28.11.1757-12.8.1827).

“Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l’Infinito nel cavo della mano
E l’Eternità in un’ora.”

foto di Enrico Crespi

“I ragazzi che si amano” – Jacques Prévert

Ieri, nel tardo pomeriggio, mi trovavo in centro città per commissioni e camminavo in modo affrettato perchè iniziava a diventare buio. Nell’attraversare un giardino con le aiuole piene di fiori autunnali, con i viali tappezzati di foglie secche dai vari colori: giallo oro, arancio, rosso, verde, marrone, notavo su una panchina illuminata da un lampione, due ragazzi seduti abbracciati che si baciavano, incuranti del freddo e della gente. Nell’osservarli mi si è scaldato il cuore, tutta l’agitazione che avevo per la fretta mi è passata di colpo e provando una dolcezza infinita nei loro confronti mi è venuta in mente la poesia di Jaques Prèvert “I ragazzi che si amano”.

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte

E i passanti che passano li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

Ed è la loro ombra soltanto

Che trema nella notte

Stimolando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Essi sono altrove molto più lontano della notte

Molto più in alto del giorno

Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

Jacques Prévert (4 febbraio 1900-11 aprile 1977). Di sangue brettone, schivo, testardo, ribelle e sentimentale conservò tale carattere nelle sue composizioni.

Zucca con fagioli borlotti

I modi di usare le zucche in cucina sono numerosi. La parte più importante è la polpa del frutto che serve per preparare i primi piatti (minestre, risotti, ravioli, gnocchi), contorni (in purea, arrostita, lessata), dolci (frittelle, budini, torte). Di questo ortaggio si utilizzano anche i semi che, dopo una leggera tostatura e salatura, possono venire consumati nelle più svariate occasioni, ad esempio con gli aperitivi.

Questa è una ricetta semplice, poco costosa, buona e simpatica da gustare anche in compagnia di amici e si può servire come piatto unico.

Ingredienti per 4 persone: zucca invernale circa gr.800, fagioli borlotti secchi gr.200, scalogno, aglio, sedano, alloro, sale, olio d’oliva, prezzemolo (peperoncino, pomodorini a piacere).

Mettete i fagioli a bagno per una notte e lessateli in acqua fredda con uno spicchio d’aglio e una foglia di alloro. Salate poco alla fine della cottura.

Pulite la zucca dai semi e dalla buccia e riducete la polpa a fettine sottili.

Preparate un soffritto con olio, scalogno, sedano e aggiungetevi la zucca. Fate rosolare dolcemente, unite il sale (se lo desiderate qualche pomodorino e peperoncino piccante). Quando, secondo voi la zucca è quasi cotta, unitevi i fagioli scolati, aggiustate di sale e mescolate bene. Fate insaporire ancora per qualche minuto (se necessario aggiungete un poco di acqua di cottura dei fagioli) e servite decorando prima il piatto con una pioggia di prezzemolo tritato.

Questo piatto si accompagna anche con del riso bollito, con il cous cous, oppure con fette di pane tostato.Foto di Jean-Pol Grandmont

…ancora “L’amore fa”

“L’amore fa” – Ivano Fossati

L’amore fa l’acqua buona
fa passare la malinconia
crescere i capelli l’amore fa
l’amore accarezza i figli
l’amore parla con i vecchi
qualcuno vuole bene ai più lontani
anche per telefono
l’amore fa guerra agli idioti
agli arroganti pericolosi
fa bellissima la stanchezza
avvicina la fortuna quando può
fa buona la cucina
l’amore e’ una puttana
che onora la bellezza
di un bacio per regalo

cose che fanno ridere
l’amore fa
cose che fanno piangere

l’amore fa belli gli uomini

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Cantuccini

In questa giornata autunnale, mettermi in cucina e preparare qualcosa di dolce, mi aiuta a stare meglio.

Ingredienti:

- farina 500 gr

- zucchero 250 gr

- mandorle 150 grmandorla

- 2 uova intere + 2 tuorli

- 1 bustina di lievito

- 1 bicchiere d’olio di oliva

- succo di mezzo limone (o arancia)

- rum (o marsala all’uovo o amaretto)

- un pizzico di sale

- se necessario un bicchiere di latte

Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata, il lievito, il rum, succo di limone, olio e sale.

Impastare ed aggiungere le mandorle (se si desidera si possono tostare al forno) tagliate e pezzi o tritate grossolanamente.

Con la pasta fare dei filoni e mettere in forno per 20 minuti in una teglia con la carta forno a 180° circa.

Tagliate in diagonale i filoni e rimettete in forno per altri 10 minuti.

Immag004La fotografia, con il cellulare, è rimasta un po’ pallida, ma nella realtà sono riusciti dorati al punto giusto.


Don Luigi Ciotti – “Sono i giovani i crocifissi da difendere”

Un sacerdote coraggioso, al servizio di tutti coloro che chiedono aiuto, capace di parlare al cuore della gente. Un comunicatore straordinario, ogni volta che lo ascolto provo la stessa emozione provata nel 1973 all’inizio del suo cammino: ha sempre la stessa energia e la stessa passione.

Riporto qui di seguito il suo intervento fatto su “La Stampa” l’11.11.2009:

“Sono i giovani i crocifissi da difendere”

“I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E’ verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E’ verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.

Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino: a casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro e non ce l’ha fatta. Abbiamo partecipato al suo funerale. C’erano tante persone, molte nemmeno lo conoscevano, ma erano lì ugualmente, a condividere la sofferenza e il dolore.

E’ giusto lottare per difendere i simboli di quello in cui crediamo, ma allo stesso tempo bisogna stare molto attenti a non cedere al puro idealismo. Lo dice il Vangelo stesso: i pezzetti di Dio sono sparsi nel mondo che ci circonda. Li troviamo ovunque. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, tra le persone che vivono accanto a noi, e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo dell’esistenza. E’ con queste realtà Continua a leggere…